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Approvata oggi, 4 febbraio 2010, dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.

Con questa riforma si vuole:

    · fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;

    · razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;

    · caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;

    · riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;

    · consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.

    Meno ore e meno professori
    Ecco la nuova scuola superiore

    di Salvo Intravaia (Repubblica)

ROMA - Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma che riordina l'istruzione secondaria superiore. Il riordino che riguarda licei, istituti tecnici e professionali sarà attuato dal prossimo anno scolastico (2010-2011), a partire dalle sole prime classi. La riforma prevede uno sfoltimento degli indirizzi di studio: i licei diventeranno 6 (dagli attuali 450 indirizzi tra sperimentazioni e progetti assistiti), gli istituti tecnici da 10 con 39 indirizzi scenderanno a 2 con 11 indirizzi, i professionali da 5 corsi e 27 indirizzi saranno snelliti a 2 corsi e 6 indirizzi.

Ecco la scuola superiore targata Gelmini. Dal prossimo mese di settembre la scuola secondaria di secondo grado, ferma sostanzialmente al 1923, verrà riformata. E saranno tantissime le novità che interesseranno per il momento i 500 mila ragazzini delle scuole medie italiane in procinto di scegliere come proseguire gli studi, ma anche il milione di studenti che frequentano le classi intermedie (seconde, terze e quarte classi) degli istituti tecnici e professionali. Vediamo perché. Dopo un tira e molla durato diversi mesi, i sindacati, le commissioni Cultura di Camera e Senato sono riusciti a strappare un avvio soft della riforma: si partirà dalle sole prime classi. Ma per tagliare oltre 17 mila cattedre in appena due anni (il 2010/2011 e il 2011/2012) i tecnici del ministero dell'Istruzione, sotto l'occhio vigile dei colleghi dell'Economia, hanno dovuto rivoluzionare i quadri-orario dei tecnici e professionali. E così, dal prossimo mese di settembre, quasi un milione di studenti che frequentano le seconde, terze e quarte classi di tecnici e professionali si vedranno scontare le ore settimanali di studio. Secondo un modello che non è stato ancora presentato.

L'architettura. Dal prossimo anno scolastico la scelta sarà ridotta ad un numero relativamente concentrato di opzioni. E gli oltre 500 indirizzi (tra ordinamenti, sperimentazioni e progetti assistiti) tra i quali occorreva orientarsi fino all'anno in corso, saranno un ricordo. I licei avranno soltanto 6 indirizzi (artistico, scientifico, classico, delle scienze umane, linguistico e musicale/coreutico). Ma considerando i 6 indirizzi del nuovo liceo artistico (arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia), l'opzione aggiuntiva per lo scientifico (delle scientifico delle "scienze applicate"), quella "economico-sociale" per il liceo delle scienze umane e i due indirizzi del musicale e coreutico si arriva a 14 indirizzi. Gli istituti tecnici saranno in tutto 11 (Amministrativo, finanza  e marketing; Turismo; Meccanica, meccatronica ed energia; Trasporti e logistica; Elettronica ed elettrotecnica; Informatica e telecomunicazioni; Grafica e comunicazione; Chimica, materiali e biotecnologie; Sistema moda; Agraria e agroindustria; Costruzioni, ambiente e territorio) , suddivisi in due settori (economico e tecnologico). Mentre i professionali diventano 6, suddivisi in due settori (dei servizi e industria e artigianato): Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; Servizi socio-sanitari; Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; Servizi commerciali; Produzioni artigianali e industriali; Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica.

Le ore di lezione. Tutti i licei, ad eccezione di quello artistico e del classico, avranno 27 ore di lezioni settimanali al biennio e 30 ore a settimana al triennio. Al classico si studierà di più: 31 ore settimanali negli ultimi tre anni. Mentre al liceo artistico, per via delle materie di indirizzo che richiedono parecchie ore di esercitazione, si arriverà a 34 ore al biennio e 35 al triennio. Saranno invece 32 ore settimanali, per tutti e 5 gli anni, al liceo musicale e coreutico, che però inizierà in sordina: 40 sezioni di liceo musicale e 10 di liceo coreutico in tutta Italia. Nei tecnici e negli istituti professionali l'orario settimanale è stato invece calibrato su 32 ore, con un numero congruo di attività laboratoriale.

Autonomia. I curricula predisposti dal ministero possono essere modificati, entro certi limiti, dai singoli collegi dei docenti. Al biennio, i nuovi licei potranno ritagliare il 20 per cento del monte ore annuo per attivare insegnamenti opzionali. Quota che sale al 30 per cento al triennio. In questo modo, ogni liceo potrà "personalizzare" l'offerta formativa per renderla più vicina alle esigenze dell'utenza e del territorio. La quota di flessibilità nei tecnici e nei professionali è ancora più elevate e può superare la metà delle ore annue.

Ancora Salvo Intravaia (Repubblica)

"Ci hanno accusato di aver cambiato per fare cassa. Niente di più falso: era un atto atteso da 50 anni". Così la riforma è stata introdotta dalla Gelmini in una conferenza stampa insieme a Silvio Berlusconi. Il premier ha parlato di una legge "che ci mette in linea con l'Europa", non resistendo a due battute: sulla musica ("La mia e di Apicella sarà materia di studio") e sul ministro ("Ha fatto la riforma invece del viaggio di nozze").
Dure le reazioni dell'opposizione. Per Pierluigi Bersani "il riordino della scuola superiore da parte del governo non è una riforma, ma un taglio epocale alla scuola pubblica italiana che - invece di avvicinarci come riferito dal premier -  ci allontana dall'Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese". Il riordino di cui parla il governo sarebbe in realtà un mero "taglio di risorse, di competenze e di tempo", dovuto alla necessità di Tremonti di far quadrare il bilancio. Per il Pd, a causa di questa riforma, "la scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica, penalizzando i saperi tecnico-scientifici e tagliando le ore di laboratorio negli istituti professionali".

E c'è anche chi si domanda se Berlusconi l'abbia mai letta questa riforma della scuola, perché - dice Antonio Borghesi, vicecapogruppo dell'Italia del Valori alla Camera, "l'impressione è che non l'abbia fatto". Per l'Idv, questa riforma "è stata scritta da Confindustria ed è priva di risorse adeguate".

Il tono delle critiche dell'opposizione si trova anche nella durissima reazione di Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil: "Ciò che il governo ha approvato - ha detto - non è una riforma ma solo una rigorosa applicazione dei tagli decisi dal ministro Tremonti".  Da questa riforma - spiega il segretario - "la professionalità del personale uscirà svilita e tantissimi precari, insegnanti e Ata, saranno presto licenziati". Di più, secondo Pantaleo, "la decisione di ridurre l'orario nella classi successive alla prima e nei soli istituti tecnici e professionali, accentua la separatezza tra i diversi segmenti, producendo nei fatti una divisione sociale grave e inaccettabile tra i giovani sulla base del censo e delle condizioni sociali e culturali di partenza". I sindacati fanno sapere che non molleranno la presa e che anzi, alzeranno il tiro:  "Il 17 febbraio ci sarà una grande Assemblea Nazionale della scuola secondaria superiore, aperta agli studenti, alle associazioni e alle forze politiche per decidere tutte le opportune iniziative di mobilitazione. Il 12 marzo poi sarà giornata di sciopero nazionale".

Sulla stessa linea anche la Gilda, l'associazione professionale dei docenti italiani, che allude ad una riforma che "penalizza fortemente le seconde, terze e quarte classi su cui ricadranno i tagli previsti dal governo". In seguito all'incontro avvenuto ieri, alla vigilia del Consiglio dei ministri, tra i sindacati e i tecnici del ministero dell'Istruzione, "il governo - ha spiegato il Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio - ha accolto in parte i pareri espressi dalle commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato". Conclude Di Meglio: "E' evidente che studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso".

Insomma, per dirla con le parole usate dalla Rete degli studenti, questa riforma è una "carnevalata" che può valere come scherzo solo se in ballo non c'è il futuro dei giovani e del Paese. Il premier annuncia l'Europa, "per noi invece - conclude la Rete - i livelli europei diventano sempre di più un miraggio". Il 20 febbraio, "smaschereremo il governo". Prevista una giornata di mobilitazione nazionale.

I commenti

Riforma superiori: PENALIZZATE LE SECONDE, TERZE E QUARTE CLASSI, RISCHIO CAOS PER STUDENTI E INSEGNANTI.

"Una riforma che penalizza fortemente le seconde, terze e quarte classi su cui ricadranno i tagli previsti dal governo": è quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, commentando l’esito dell’incontro avvenuto ieri, alla vigilia del Consiglio dei Ministri, tra i sindacati e i tecnici del ministero dell’Istruzione.

"Il governo ha accolto in parte i pareri espressi dalle commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, ma per poter avviare la riforma sin dal prossimo anno e applicarla soltanto alle prime classi, così come richiesto dagli organi consultivi, è stato deciso di operare i tagli su tutte le altre classi, escluse le quinte. Ciò significa – sottolinea Di Meglio – che saranno penalizzate le materie che contano un monte ore annuo pari o superiore a 99, ovvero quelle che caratterizzano i singoli indirizzi di studio. In questo quadro – dichiara il coordinatore nazionale – la nostra posizione non può che essere fortemente critica, perché è evidente che studenti e docenti delle classi vittime dei tagli non avranno più alcuna certezza rispetto ai percorsi didattici che hanno intrapreso. E resta un punto interrogativo anche il futuro degli insegnanti che, a causa della riduzione dell’orario, perderanno il posto di lavoro. In merito a ciò non è giunta alcuna risposta da parte del ministero che, ancora una volta, - conclude Di Meglio – si è dimostrato sordo alle nostre rivendicazioni, rifiutando di prendere in considerazione l’unica soluzione possibile: posticipare di un anno l’avvio della riforma".
Roma, 4 febbraio 2010 

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

>> Il comunicato stampa del Segretario generale della FLC <<

>>Per saperne di più<<

Le organizzazioni sindacali sono state convocate nella serata di ieri dal Ministro Gelmini per una informativa sui regolamenti che dovrebbero essere approvati in seconda lettura nel Consiglio dei Ministri di oggi, 4 febbraio 2010.

All’incontro però, convocato in tutta fretta, dopo la richiesta unitaria, Il Ministro non si è visto, perchè impegnata a votare alla Camera il "legittimo impedimento".

Il sottosegretario Pizza ha fatto gli onori di casa, alla presenza dei consiglieri del Ministro e dei dirigenti del Miur.

Le anticipazioni, verbali, che ci sono state fornite sulle versioni che saranno sottoposte, in seconda lettura, al Consiglio dei Ministri di oggi, non si discostano da quelle iniziali se non per alcuni aspetti marginali e per l'avvio della "riforma" dalle sole prime classi.

Quest'ultima era una delle richieste della FLC confermata dai vari pareri, ma la modalità con la quale sarà attuata rende ancora più forte la nostra opposizione: resta ferma la riduzione oraria indiscriminata nelle classi successive alle prime, ma solo per i tecnici e i professionali.

Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l'obbligo di istruzione: si conferma, al contrario, un biennio dei licei a sole 27 ore; né si incrementano le ore di laboratorio del biennio iniziale di tecnici e professionali, come richiesto dal Parlamento.

Non si modifica il numero di licei musicali definito in modo astratto in soli 40; si trasloca il liceo scientifico tecnologico nel sistema di licei, di cui però si modifica il nome, diventerà il liceo delle scienze applicate, cancellandone tutte le caratteristiche laboratoriali e sperimentali. Vengono previste ulteriori e diverse articolazioni degli indirizzi degli istituti tecnici e professionali.

In estrema sintesi di seguito le modifiche che sarebbero apportate al testo rispetto a quello passato in prima lettura al Consiglio dei Ministri (il condizionale è d’obbligo perché nessun testo scritto è stato consegnato e perché l’Amministrazione ha dichiarato che potrebbero essere possibili altre modifiche):

· sarà resa facoltativa l'istituzione dei dipartimenti e del comitato scientifico in quanto il Consiglio di Stato è stato perentorio nel dichiararli fuori dalla delega e in contrasto con le norme sull'autonomia organizzativa delle scuole.

· Si modifica la struttura interna dei bienni iniziali dei licei, in cui si prevedono 66 h annue, per il primo e per il secondo anno, di scienze naturali, al posto di discipline diverse a seconda dei licei.

· Il liceo delle scienze umane pare sarà quello più modificato; in particolare nel biennio iniziale sono previste 66 h di diritto ed economia, a scapito fra l’altro della seconda lingua straniera; così come per il liceo economico si prevedono 99 h annue per 5 anni, sempre di diritto ed economia.

· Si conferma l’accorpamento di storia e geografia, con un orario di 99 h.

· E' prevista la possibilità delle confluenza degli istituti d'arte verso gli istituti professionali piuttosto che verso il licei artistici (sarà la programmazione regionale a decidere?).

· Ci sarà un incremento degli indirizzi dei licei artistici (da 3 a 6 indirizzi), degli istituti tecnici (ex commercio estero, programmatori, agroalimentare, enologia, geotecnica...) e istituti professionali (odontotecnici, ottici, ex istituti d'arte...).

· Per gli istituti tecnici, si parte con i nuovi modelli orari e ordinamentali solo per le prime classi, ma dalla seconda alla quarta classe si adotterà l’orario settimanale a 32 h, ad ordinamenti vigenti.

· Per le classi successive alla prima, le articolazioni delle cattedre saranno definite successivamente, ma sono già stabiliti i criteri da seguire: saranno ridotte le discipline con un carico orario pari o superiore alle 99 h; nessuna disciplina potrà essere ridotta più del 20%

· Così come le seconde e le terze classi degli istituti professionali dovrebbero avere dal prossimo settembre un orario settimanale a 34 h.

· Dato il ritardo nella formalizzazione delle nuove 21 qualifiche professionali, concordate in Conferenza Unificata ma ancora non formalizzata e data la sospensione dell’attività legislativa regionale, per effetto della scadenza elettorale, ci sarà un regime surrogatorio molto esteso, per cui ci sarà la prosecuzione automatica delle attuali qualifiche triennali statali, fino alle delibere regionali che regolamenteranno le nuove qualifiche.

· Comunque, il passaggio al nuovo ordinamento, almeno per gli istituti professionali, sarà regolato da Linee Guida.

· L'assegnazione delle cattedre per il 2010/11 avverrà ancora con le vecchie classi di concorso.

Insomma, rispetto al primo testo, ci saranno alcuni aggiustamenti, ma la struttura e la sostanza non cambia. Certamente non sono accolte, se non in minima parte, le osservazioni e le condizioni poste nei pareri di Camera, Senato, CNPI!

Il dato più evidente è l’accentuazione della separatezza tra il sistema dei licei (considerata "la Scuola") e gli istituti tecnici e professionali, e una chiara discriminazione sul versante dei diritti.

I licei, infatti, manterranno la loro struttura nelle classi successive alla prima, mentre i tecnici e i professionali perderanno ore, in particolare nelle materie professionalizzanti.

A percorso formativo abbondantemente iniziato negli anni precedenti, gli studenti degli istituti tecnici e dei professionali, vedranno stravolto quello scelto inizialmente, con buona pace dei propri diritti a vedere rispettata la scelta iniziale.

Si potrebbe forse parlare di una scelta classista, dal sapore antico, che pensavamo superato!

Si prospetta una situazione ordinamentale molto più confusa e sfilacciata che determinerà ancora maggiori difficoltà alle scuole nella predisposizione dei piani dell'offerta formativa e non garantirà un quadro certo per le scelte di studenti e genitori.

Anche per quanto riguarda tutti i provvedimenti successivi, per i quali il Consiglio di Stato ha imposto l'adozione con atti regolamentari, la situazione è nella totale incertezza.

La sostanza è che, malgrado i pareri e le condizioni poste nei vari passaggi dai diversi soggetti, istituzionali e sociali, l'unico principio rispettato è quello dei tagli imposti da Tremonti e previsti dalla legge 133/08.

Non ci rassegniamo a vedere destrutturata e ridotta così pesantemente la scuola secondaria, che di tutto aveva bisogno tranne che di essere taglieggiata, per corrispondere ad un'unica esigenza: il risparmio. Quella che sta per essere approvata è macelleria culturale e sociale, in cui i deboli saranno sempre più deboli e i forti saranno sempre più forti, per non parlare del personale, bistrattato e denigrato nella sua professionalità.

L'assemblea nazionale sulla scuola superiore prevista a Roma per il 17 febbraio prossimo e lo sciopero del 12 marzo saranno importanti appuntamenti per sostenere le nostre posizioni e respingere questo ulteriore e pesantissimo attacco alla qualità del sistema pubblico dell’istruzione.

Roma, 4 febbraio 2010

IL QUADRO ORARIO

IL PIANO SETTIMANALE

 

Discipline

4^ginn.

5^ginn.

1^liceo

2^liceo

3^liceo

 

 

 

 

 

 

Religione

1

1

1

1

1

 

 

 

 

 

 

Lingua e letteratura italiana

4

4

4

4

4

 

 

 

 

 

 

Lingua  e cultura latina

5

5

4

4

4

 

 

 

 

 

 

Lingua e cultura greca

4

4

3

3

3

 

 

 

 

 

 

Storia e Geografia

3

3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Storia

 

 

3

3

3

 

 

 

 

 

 

Filosofia

 

 

3

3

3

 

 

 

 

 

 

Matematica

3

3

2

2

2

 

 

 

 

 

 

Fisica

 

 

2

2

2

 

 

 

 

 

 

Scienze

2

2

2

2

2

 

 

 

 

 

 

Lingua straniera 1

3

3

3

3

3

 

 

 

 

 

 

Storia dell’arte

 

 

2

2

2

 

 

 

 

 

 

Scienze motorie  e sportive

2

2

2

2

2

 

 

 

 

 

 

TOTALE

27

27

31

31

31

IL PIANO ANNUALE

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Ultimo aggiornamento: 20-03-10