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ALCOL

COSTITUENTI
L’alcol etilico, o etanolo, è una sostanza liquida, trasparente, facilmente miscibile, infiammabile, dal sapore bruciante.
Avendo una molecola molto piccola può entrare facilmente in circolo attraverso il sangue già a cominciare dalla bocca, stomaco e successivamente dall’intestino tenue.

Si ottiene attraverso:
Fermentazione degli zuccheri contenuti nella frutta, nei cereali, nei succhi derivati da alcune piante (es. agave, palma, cactus): ne derivano bevande a bassa gradazione alcolica (3 – 14 gradi), tra cui birra, vino, spumante;
Distillazione del prodotto fermentato: bevande a maggior gradazione alcolica ( 30 – 70 gradi), es. grappe, whisky, vodka, gin e rum.
Aggiungendo alle bevande alcoliche zuccheri, acqua, infusi di erbe aromatiche, essenze, ecc, si ottengono aperitivi alcolici, amari e liquori (15 – 30 gradi).

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Si presenta sotto forma di bevanda.
Viene prodotto e consumato in diverse forme ed occasioni:
• prevalentemente fuori casa in ambiti ludici e ricreativi (ritrovi con i pari, nel week end con intervalli anche prolungati di astinenza)
• spesso nel quadro del poliabuso, prevalentemente con cannabis, ecstasy, anfetamine, a volte cocaina.
Esiste un uso moderato, che non comporta effetti negativi a livello comportamentale, cognitivo e fisico nel giovane – adulto (secondo l’OMS 20 grammi/giorno donna, 40 grammi/giorno nel maschio).

EFFETTI
• Effetto calmante (al contrario in piccole quantità provoca invece un senso di eccitazione). 
• Sensazione di leggerezza, rilassatezza. 
• Maggior attitudine alla socievolezza: si diventa euforici, disinibiti. 
• Perdita delle inibizioni e dell’autocontrollo 
DISTURBI
L’abuso di alcol comporta conseguenze negative per chi beve e per gli altri a livello sociale, lavorativo, affettivo e fisico. 
Intossicazione acuta da alcol
• ubriachezza
Euforia, irritabilità, loquacità, difficoltà a parlare, diminuzione del tono muscolare, vertigine, incoordinazione dei movimenti e della marcia, diminuzione dei riflessi, vomito, perdita dell’equilibrio e soprattutto tendenza all’aggressività
• coma
Possono cessare le funzioni dei nervi motori, si spegne la coscienza e incombe la minaccia di un’intossicazione con conseguenze letali.
• intossicazione patologica
Grave agitazione, stato confusionale, comportamento violento in seguito all’assunzione di piccole quantità di etanolo = reazione idiosincrasica
• amnesie (blackouts)
Episodi di amnesia globale transitoria.

Secondo le ricerche eseguite in molti paesi, l’alcol fra tutte le droghe è quella che provoca il più alto livello di violenza verso sé stessi e verso gli altri.

COMPLICANZE
Un abuso cronico di alcol può causare:
• Alterazione della comunicazione tra cellule cerebrali
• Variazione dei neurotrasmettitori e dei loro recettori
• Alterazione della mielinizzazione delle fibre nervose
L’abuso alcolico in adolescenza comporta generalmente complicanze più gravi rispetto all’età adulta.
Si possono avere alterazioni del carattere, della sfera affettiva, cognitiva, volitiva, comportamentale, secondarie al blocco della maturazione e dello sviluppo

psico-biologico
Il rischio di un’evoluzione verso una tossicodipendenza da eroina, cocaina, ansiolitici aumenta se esiste un uso precoce di alcol, tabacco e cannabinoidi
Quando all’eroinomane o al cocainomane vengono meno gli approvvigionamenti per la droga, egli può ricorrere all’alcol come sostanza di ricambio.

Effetti dell’alcol sugli apparati non neurologici
• Esofago-stomaco: Reflusso esofageo, carcinoma esofageo, varici esofagee, gastrite cronica, gastropatia alcolica, carcinoma del cardias
• Apparato intestinale: malassorbimento,
• Fegato: steatosi epatica, steato fibrosi, cirrosi
• Pancreas: Pancreatite acuta, cronica
• Sistema endocrino: alterazioni asse ipotalamo-ipofisario-adenocorticale, ipotalamo-ipofisario-gonadico, asse ipotalamo-ipofisario-tiroide, asse ipotalamo-ipofisario- GH e prolattina
• Cuore: cardiomiopatia
• Sistemici: alterazione metabolismo glucidico, lipidico, proteico

TOLLERANZA
Si diventa tolleranti all’alcol: è necessario aumentare il quantitativo di alcol ingerito per ottenere gli effetti desiderati.

DIPENDENZA 
La sindrome di astinenza è più drammatica di quella dell’eroina, negli stadi iniziali si manifesta con il tremore delle mani, nei casi estremi si hanno il delirio e convulsioni (delirium tremens).
Negli ultimi anni si è discusso molto e a lungo riguardo alcune tossicodipendenze ereditarie.
L’alcolismo si è detto, qualche volta è un male di famiglia. Comunque non è stato mai trovato un gene connesso all’alcolismo o alla tossicodipendenza.

ALLUCINOGENI

EFFETTI 
Il cosiddetto "stato psichedelico" è il caratteristico effetto provocato dagli allucinogeni e si manifesta con un’accentuazione degli impulsi sensoriali esterni, spesso accompagnata da un pronunciato stato di euforia.
Chi è sotto l’effetto di tali sostanze ha la sensazione che una parte di se stesso diventi spettatore passivo della situazione, mentre da un’altra parte egli partecipa attivamente ("viaggio").
Bad trip: episodio di panico, può persistere e costituire anche l’inizio di un franco episodio psicotico. 
La durata dell'effetto dura dalle quattro alle dodici ore (tranne che per la ketamina che ha un effetto della durata di circa quindici minuti).

DISTURBI
L’assunzione di allucinogeni può comportare l’insorgenza di:
Psicosi tossica persistente: disturbo della percezione visiva e allucinazioni.
Disturbo percettivo post-allucinogeno ("flashback") è il ricorrere dell’esperienza allucinogena (generalmente per pochi secondi) anche dopo diverso tempo (mesi) che la si è interrotta. I flashbacks si fanno meno frequenti con l’andare del tempo.
Disturbo dell’umore: oscillazioni drammatiche dalla mania alla depressione.
Disturbi neurovegetativi consistenti in: nausea, vertigini, tachicardia e midriasi (dilatazione delle pupille), crampi allo stomaco, tachicardia.
I rischi legati all'assunzione aumentano se la persona non è "accompagnata" nel suo trip da qualcuno che possa proteggerla da eventuali danni fisici (verso di sé o verso altri) dovuti alla perdita di realtà, e da sensazioni negative che l'acido può provocare.
TOLLERANZA
Sebbene non si dispongano di indicazioni chiare sulla dipendenza fisica indotta dagli allucinogeni, il consumo di tali sostanze causa una tolleranza (in altre parole, per ottenere gli stessi effetti occorre aumentare costantemente il dosaggio), il che provoca esperienze sempre più intense, ma implica anche il pericolo di intossicazioni.

DIPENDENZA
Gli allucinogeni, come altre sostanze, possono ingenerare fenomeni di dipendenza psicologica. L'effetto di una sola dose può comportare, inoltre, sensazioni molto traumatiche, e dolorose, per la psiche e l'integrità dell'io.

ANFETAMINE

COSTITUENTI
Le anfetamine appartengono alla famiglia delle feniletilammine.
Tra le anfetamine di uso comune abbiamo: Metil-amfetamina, Destro-anfetamina, Dimetil-anfetamina, Fenmetrazina, Etilam-anfetamina, Fendimetrazina, Propil-esedrina, Ciclopentamina.

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Può essere assunta tramite ingestione, inalazione o iniezione
La via di somministrazione preferita è quella endovenosa, anche se le anfetamine possono essere assunte per via orale, inalatoria o possono essere fumate.
Oggi, sempre più spesso, le anfetamine vengono usate come sostanze da taglio: unite a MDMA (ecstasy) o LSD, preparate in pasticche e spacciate sotto il nome di ecstasy o acidi.

EFFETTI
L'uso delle anfetamine dà la percezione di poter abolire i propri limiti fisici di fame e sonno, i segnali di stanchezza; la sostanza aumenta la facilità di parola, la sensazione di potenza, la resistenza fisica.
I soggetti che abusano di anfetamine sono attratti dal senso di benessere, di vigore, di sicurezza in se stessi dato da queste droghe.
DISTURBI
Gli effetti fondamentalmente "gradevoli" prodotti dall’assunzione per via orale di 5-20 mg (esaltazione dell’umore, aumento dell’iniziativa personale, ecc.) sono generalmente invertiti in conseguenza di un iperdosaggio o in seguito a ripetute somministrazioni.
La persona che fa uso di amfetamina perde l’appetito e si trova a non toccare cibo per più giorni; non prova più sonno e può rimanere sveglia per giorni interi, sino a crollare in uno stato di prostrazione e stati d’ansia.
I forti consumatori sono identificabili da loquacità, presenza di tremore alle mani, cute sudata, midriasi (dilatazione delle pupille), ipermotilità, anche con gesti ripetitivi.
La persona che abusa di amfetamina può arrivare ad avere atteggiamenti paranoici e sentire voci che non esistono. Fattori di rischio aggiuntivi sono gli effetti devastanti che questa droga può provocare sul cervello.
TOLLERANZA
La tolleranza si sviluppa velocemente. Può comparire instabilità dell’umore, sedazione, apatia e bramosità del farmaco. Il soggetto inizia ad assumere dunque amfetamina in dosi sempre maggiori per ottenere l’effetto desiderato.
Esiste un’ intossicazione acuta da anfetaminici, una cosiddetta "overdose", caratterizzata clinicamente da un quadro di insufficienza cardiocircolatoria acuta ed irreversibile che porta ad un rapido decesso.

DIPENDENZA
A differenza della dipendenza da eroina, che insorge più rapidamente se la sostanza è assunta per via endovenosa, e della dipendenza da cocaina, che è più rapida e accentuata se questa viene fumata o iniettata, la dipendenza da anfetamine non è influenzata dalle modalità di assunzione della sostanza.

ASSENZIO

COSTITUENTI
L’assenzio è un vegetale di tipo composito, perenne e deciduo, aromatico, della famiglia delle Asteracee, con fioritura a luglio, impianto a marzo, su terreno comune purchè giovane, leggero ed asciutto.
Cresce in pianura e bassa montagna nelle zone del Centro Sud d’Europa, in forma cespugliosa alta e larga circa un metro; i fiori sono piccoli, a forma di capolini riuniti a pannocchia, di colore giallo. La foglia è pelosa, divisa, bi-tri pennata, di lunghezza fino a 10 centimetri e di colore verde argento.
Ne esistono alcune varietà; in Italia sono comuni due specie di assenzio: quello a siepe, o selvatico (Artemisia vulgaris), usato in erboristeria, e l’assenzio gentile (Artemisia pontica), sfruttato per i liquori.
L’assenzio, il cui nome botanico è Artemisia absinthium, contiene l’absintolo, oli volatili 
e il Tujone.
EFFETTI
• Deprime il sistema nervoso centrale. 
• Il tujone provoca alterazioni della mente e può condurre a psicosi. 
• Aumenta l'acidità gastrica.
• Attività insetticida e vermifuga.

DISTURBI
Nell’uomo si possono avere convulsioni e coma assumendo almeno 15 grammi di olio essenziale di tujone
In alcuni studi nei ratti si sono osservati crisi epilettoidi con 35 mg/kg al giorno per alcuni giorni, visto che la tossicità è cumulativa.
Il tujone agisce sul sistema nervoso centrale contrastando l’azione dell’acido GABA, un inibitore delle scariche elettriche indirizzate ai neuroni. Le cellule nervose più protette dall’acido GABA, subirebbero il bombardamento di una moltitudine caotica di impulsi, e ciò determinerebbe uno stato di euforia, accompagnato da apparente lucidità, ma anche da allucinazioni, convulsioni e delirio.
TOLLERANZA E DIPENDENZA
Non si può parlare di tossicodipendenza vera e propria da assenzio e tanto meno da tujone, il presunto principio psicoattivo, ma piuttosto dipendenza dall’alcol contenuto.
Attualmente l’assenzio viene considerato non come droga, ma come additivo alimentare potenzialmente tossico. Secondo le norme comunitarie il contenuto massimo accettabile di tujone è pari a 0,5 mg/kg in alimenti e bevande non alcoliche, 5mg/kg nelle bevande alcoliche blande, 10 mg/kg nei superalcolici (oltre 25% d’alcol) e 35 mg/kg negli amari. 
Va detto che di assenzio si parla poco e nei testi tossicologici ne viene dato soltanto un cenno.

CANNABIS

COSTITUENTI
Il principio attivo (cioè l’elemento determinante per gli effetti psicoattivi) è il THC (tetraidrocannabinolo). 
Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha individuato i recettori (sorta di serrature) ai quali si legano i cannabinoidi sia nel sistema nervoso centrale sia periferico; ha inoltre identificato un sistema endogeno naturale (ossia appartenente all’organismo stesso) capace di produrre sostanze con effetti simili alla marijuana, il cui capostipite è una sostanza di nome anandamide.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE
Marijuana e hashish vengono generalmente fumati. 
Inizio d’azione: dopo qualche minuto
Effetto massimo: dopo circa mezz’ora
Diminuzione dell’effetto: dopo un ora
Scomparsa dell’effetto: dopo circa tre ore.
La cannabis può anche essere ingerita, generalmente impastata in cibi dolci ("space cake") 

EFFETTI 
Le percezioni sensoriali non vengono alterate ma vengono intensificate. La modifica delle percezioni sensoriali è caratterizzata da una attenzione che è aumentata di intensità ma con un minore raggio di estensione, ne deriva la tendenza ad occuparsi di una sola cosa per volta (ascoltare la musica o parlare anziché ascoltare e parlare allo stesso tempo).
Può essere alterata l’interpretazione delle sensazioni a livello mentale.
• Percezioni visive: percezione più acuta dei contorni, dei colori 
• Percezione dei suoni: percepita in misura più marcata la separazione spaziale delle fonti sonore. I suoni possono evocare immagini o colori
• Percezioni tattili, olfattive, gustative: incrementate rispetto allo stato normale
• Riferimenti spazio-temporali: modifiche della percezione delle distanze, che possono apparire più lunghe o più brevi. Percezione di tempo rallentato, determinando una maggiore concentrazione sul presente

Effetto positivo sull’umore associato ad una sensazione di benessere fisico e psichico
Rilassamento
Serenità
Facilità a ridere (consumatori iniziali)
Tendenza all’introspezione
Pensieri vaganti, associazioni vivaci e spontanee
Sensazione di aumento dell’immaginazione
Le emozioni possono essere amplificate, ma anche in senso negativo

DISTURBI
Tachicardia (Aumentata frequenza cardiaca)
Diminuita salivazione
Arrossamento degli occhi
Diminuita pressione arteriosa in posizione eretta
Si possono presentare anche:
Reazione di panico (bad trip)
Stato confusionale
Disorientamento
Paranoia
Allucinazioni visive e uditive
Disturbo psicotico indotto da cannabis

TOLLERANZA
Con uso continuato di cannabis , è dimostrato un certo livello di tolleranza che si estingue con una interruzione dell’uso di un paio di giorni.

L’uso cronico da cannabinoidi può causare:
Riduzione dell’abilità a memorizzare (Ippocampo)
Riduzione della capacità di apprendimento
Diminuzione della coordinazione e l’equilibrio (Cervelletto)
Aumento del tempo di reazione (Cervelletto)
Sindrome amotivazionale
Aumento dell’incidenza di malattie broncopolmonari
Aumento dell’incidenza di cancro alla bocca, alla gola e ai polmoni

DIPENDENZA (Commissione Canadese, 1972)
"…Molti consumatori trovano la cannabis desiderabile e piacevole, e spesso escono per acquistarla, a rischio di severi provvedimenti legali….tuttavia, non sembra si sviluppino l’insaziabilità e l’urgenza da oppiacei, alcol….

 

COCAINA

COSTITUENTI
La Cocaina è un alcaloide naturale ovvero un estere dell'acido benzoico contenente una base azotata ed è una molecola molto solubile nei tessuti ricchi di lipidi.
La cocaina si può presentare in due forme: il cloridrato e la base libera. Il cloridrato che appare come una polvere, può essere sciolto in acqua, inalato o iniettato in vena. La base libera appare al contrario sotto forma di tavolette di differente forma e dimensione e di colore dal bianco sporco al marrone. 
Dalla ebollizione della Cocaina cloridrato in ambiente alcalino si libera la Cocaina base che può essere estratta con etere (free-base) o raccolta come "pasta di cocaina". 
La Cocaina base prodotta ha un punto di fusione più basso (85-100°C) rispetto alla Cocaina cloridrato; questo consente di fumarla (CRACK) raggiungendo molto rapidamente tassi ematici più elevati rispetto all'uso intranasale della Cocaina cloridrato.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE
• orale, con un rapido assorbimento. Le foglie di coca masticate possono dare assorbimento attraverso la mucosa della bocca con concentrazioni plasmatiche rilevabili dopo 5 minuti, oppure può essere direttamente ingerita e in tal caso la concentrazione plasmatica è rilevabile dopo 15 minuti;
• intranasale, con assorbimento più pronto rispetto alla via orale e rapida comparsa degli effetti soggettivi;
• sottocutanea o intramuscolare, con le quali viene assorbita lentamente anche a causa della vasocostrizione locale. Gli effetti soggettivi compaiono lentamente;
• endovenosa rapida, inducendo effetti fisiologici e psichici in 30 secondi con aumento rapido e altrettanto rapido decremento degli effetti nel corso dei 30 minuti successivi;
• respiratoria fumando i vapori (crack); gli alveoli polmonari offrono una ampia superficie di assorbimento e l'andamento è sovrapponibile alla via endovenosa. La base libera normalmente viene fumata.
Il Crack è spesso confezionato in fiale o bustine di plastica e venduto in piccole quantità, di solito 300-500 mg (una quantità sufficiente per due o tre inalazioni.

EFFETTI 
Gli effetti della cocaina si manifestano quasi subito dopo una singola dose e possono scomparire dopo pochi minuti oppure dopo ore. Alcuni utilizzatori asseriscono che la droga ha la capacità di aiutare a svolgere attività fisiche ed intellettuali più velocemente, mentre altri hanno avuto effetti opposti. 
Gli effetti dovuti all’inalazione della sostanza sono lenti e possono variare dai 10 ai 30 minuti, invece quelle determinati dal fumo possono persistere dai 5 ai 10 minuti.

Gli effetti sono caratterizzati da:
• Sensazione di benessere e euforia
• Elevazione del tono dell’umore (loquacità, disinibizione ed eccitazione che può giungere fino all’eccitamento euforico, aumentata sensazione di fiducia in sé stessi)
• Sensazione di aumentata capacità mentale 
• Diminuzione marcata del senso della fame
• Aumento sensibile della resistenza alla fatica
• Indifferenza al dolore

Si possono rilevare quattro stadi:
stadio 1 - euforia: caratterizzato da euforia, accresciuta attività cognitiva e motoria, aumento dell’attenzione, riduzione dell’appetito ed insonnia;
stadio 2 - disforia: caratterizzato da tristezza, malinconia, apatia, difficoltà a concentrarsi, riduzione dell’appetito e insonnia;
stadio 3 - paranoia: caratterizzato da sospettosità, allucinazioni e insonnia;
stadio 4 - psicosi: si manifesta con incapacità di provare piacere, allucinazioni, ideazione paranoide, insonnia, incapacità di controllare gli impulsi, disorientamento. 
DISTURBI
Tra gli effetti indesiderati abbiamo:
• Pupille dilatate (midriasi)
• Pressione arteriosa elevata 
• Frequenza cardiaca aumentata 
• Secchezza delle fauci
• Sudorazione

COMPLICANZE
• Aritmia cardiaca
• Infarto del miocardio
• Crisi ipertensive
• Emorragia cerebrale
• Convulsioni generalizzate
• Perforazione del setto nasale
• Impotenza
• Polmonite (Polmone da crack)
• Aumentato rischio di contrarre l’AIDS o le epatiti B e C 

L’iniezione della sostanza fa accrescere il rischio di contrarre malattie come l’AIDS o le epatiti virali. 

TOLLERANZA E DIPENDENZA
La tolleranza e la dipendenza si sviluppano velocemente. La tolleranza è caratterizzata dalla diminuzione degli effetti piacevoli, che scemano e solo vengono superati marginalmente con l’incremento della dose e la riduzione degli intervalli tra le dosi. 
Si sviluppa inoltre sensibilizzazione per gli effetti ansiogeno e disforizzante, che aumentano anche senza l’aumento della dose.
Il desiderio di riprovare il piacere sperimentato e di sfuggire all'ansia porta all'uso compulsivo della cocaina, con rapidissima escalation delle dosi e della frequenza d'uso. 
Si arriva a vere e proprie abbuffate, cosiddette "binges", durante le quali il soggetto non dorme, non si alimenta, diviene meno esaltato, più agitato ed aggressivo. 
Queste binges possono durare 2-3 giorni, e cessano per il crollo psicofisico del soggetto.

DAMIANA

COSTITUENTI
Fitocomplesso non ben definito.
Alcune analisi fitochimiche indicano la presenza di diversi principi (flavonoidi, resine, gomme, sostanze amare e olio essenziale).

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Le foglie possono essere fumate o masticate. 
Può essere assunta come un’infusione da the, in compresse o in capsule.
L’utilizzo non è proibito.
Viene venduta prevalentemente in sacchetti contenenti foglie essiccate.




EFFETTI
Sembra possedere un effetto:
• psicostimolante
• ansiolitico
• afrodisiaco
• tonico
• diuretico
• lassativo
• espettorante

Le foglie vengono impiegate nell’esaurimento psico-fisico e nell’impotenza. Dovrebbero intensificare le sensazioni erotiche, migliorare la circolazione sanguigna (soprattutto in direzione delle aree genitali) e regolare la produzione di ormoni.
Viene riportato che sia stato impiegato anche per problemi mestruali e durante la gravidanza

DISTURBI
La Damiana non sembra essere tossica nell’uomo o nell’animale. 
È riportata una riduzione degli zuccheri nel sangue.

DIPENDENZA
Non sono riportati casi di dipendenza.
 

DESTROMETORFANO

 

 
COSTITUENTI
Il destrometorfano è il principio attivo di diversi sciroppi per la tosse. 

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
La fonte più diffusa del destrometorfano è lo sciroppo per la tosse extra-forte.
E' disponibile inoltre in capsule e pillole. 
Se si rispettano le dosi consigliate il farmaco è sicuro ed è efficace nel trattamento della tosse. 
EFFETTI
Analogo della codeina, esercita una azione sedativa specifica sul centro della tosse situato nel tronco cerebrale.
Gli effetti variano in relazione alla dose e i consumatori del destrometorfano descrivono una varietà di situazioni che vanno da un lieve effetto stimolante con percezioni visive distorte per piccole dosi ad un senso di completa dissociazione dal proprio corpo per dosi elevate. L’effetto solitamente dura circa 6 ore. I farmaci che possono essere acquistati senza prescrizione, contenenti destrometorfano, spesso contengono anche antistaminici ed agenti decongestionanti.
DISTURBI
Esercita una minima azione depressiva sul centro del respiro, non evidenziabile alle comuni posologie.
Eccitazione, confusione mentale, sonnolenza, vertigini, disturbi gastrointestinali.
L’abuso di Destrometorfano può causare morte ed altri gravi effetti indesiderati, quali danno cerebrale, crisi convulsive, perdita di coscienza ed alterazioni del ritmo cardiaco.

DIPENDENZA 
Dosi elevate di queste sostanze possono accrescere seriamente il rischio di abuso di destrometorfano.

ECSTASY NATURALE

COSTITUENTI
L’ecstasy naturale consiste in una sapiente miscela di erbe. Il principale stimolate è la pianta Sida Cordifolia. Abbiamo inoltre Morning glory, Hawaiian Baby woodrose, GABA.

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
La miscela delle diverse sostanze viene venduta generalmente sotto forma di pastiglia.

EFFETTI
Questi estratti stimolano il sistema nervoso centrale, producendo un effetto simile a quello dell’anfetamina anche se meno dirompente e provocano eccitazione al sistema nervoso periferico.
Dovrebbero intensificare la percezione dei colori, donando una sensazione di grande ilarità, allucinazioni surreali ed euforia.

• Morning glory (ipomea violacea):
E’ considerata da alcuni una delle poche sostanze allucinogene ancora legali.
La ragione è da ricercarsi nel fatto che si tratta di una pianta estremamente diffusa e decorativa; i suoi componenti attivi sono concentrati nei semi e sono l’acido D-lisergico e l’ergometrina (l’LSD viene sintetizzato a partire dall’acido lisergico che viene ottenuto da alcaloidi (ergometrina) estratti dagli sclerozi, che rappresentano la forma vegetativa della Claviceps purpurea, parassita sulle piante di segale).

• Hawaiian Baby seeds(argyrha nervosa):
Questi semi si trovano nei baccelli rotondi della pianta (argyrha nervosa), che cresce nelle foreste dell’Asia e delle Hawaii.
Il componente attivo è l’amina dell’acido D-lisergico che, al pari dell’amide dell’acido D-lisergico, che si trova nella Morning Glory, è un allucinogeno.

• GABA (acido gamma amino butirrico):
E’ un aminoacido naturale di tipo inibitorio che si trova sia nel corpo che nel cervello.
L’utilizzo di GABA stimola il rilascio dell’ormone della crescita da parte della ghiandola pituitaria, che lo produce naturalmente quando il corpo deve sostenere sforzi muscolari estremi e durante certe fasi del sonno.
Il GABA tonifica il sistema nervoso e migliora il ciclo del sonno.

• Sida Cordifolia
L’estratto di questa pianta stimola il sistema nervoso centrale, producendo un effetto simile all’anfetamina anche se meno dirompente, ed eccita il sistema nervoso periferico in misura molto maggiore di quanto faccia l’anfetamina.
Viene utilizzata nella medicina ayurvedica (scienza medicinale molto antica che ha le sue radici in India) come coadiuvante nella terapia dell’asma e contenuta in moti medicinali ayurvedici insieme ad altre erbe per aumentare l’energia vitale ed il tono dell’organismo.

• Guranà
L’erba di Guaranà, pianta presente in natura, è stata utilizzata per secoli dagli indigeni dell’Amazzonia come rinvigorente.
I semi e le foglie della pianta, un cespuglio rampicate nativo del Brasile e dell’Uruguay, hanno un ingente contenuto di caffeina.
Una tradizionale bevanda sociale, un soppressore dell’appetito e un afrodisiaco, il guaranà è usato in maniera sempre crescente.
La pasta secca ottenuta principalmente dai semi di guaranà, può contenere dal 2,5% al 5% di caffeina.
Negli eco smart shop vengono vendute principalmente pastiglie di questa sostanza, pubblicizzata grazie all’affinità della struttura chimica dei sui alcaloidi con quelli della caffeina e soprattutto della cocaina, e dal suo presunto potere stimolante ed afrodisiaco.

DISTURBI
Viene riportato che dopo l’ingestione può comparire una leggera sensazione di nausea che però non dura a lungo.

TOLLERANZ E DIPENDENZA
Le sostanze citate non dovrebbero provocare assuefazione.

EROINA

COSTITUENTI
L’eroina è un composto chimico abbastanza semplice, che deriva dalla morfina per aggiunta di due gruppi acetilici: Penetra nel cervello più rapidamente della morfina perché questi due gruppi ne accrescono la capacità di sciogliersi nei grassi presenti in tale organo. Pertanto, in seguito a iniezione di eroina, si ottiene una "fiammata" molto più rapida di euforia. 
Appare come polvere finissima bianca o bruna o rossastra a seconda della purezza.

MODALITA’ DI ASSUNZIONE
L’eroina viene solitamente iniettata, inalata o fumata. 
E’ generalmente venduta sotto forma di polvere bianca o marrone, oppure sottoforma di barrette dal colore scuro. 
Spesso è tagliata con sostanze che ne accentuano l’azione depressiva (chinino - barbiturici), sostanze anestetiche (lidocaina) o sostanze che ne contrastano gli effetti secondari sgradevoli (anfetamina, caffeina).

Principali miscele di eroina distribuite nelle "bustine da strada" sul mercato clandestino europeo ed U.S.A.
TIPO COMPOSIZINE
Eroina: N.4 85% di eroina pura
Eroina: N. 3 40% di eroina pura
Speedball: eroina e cocaina
Bombitas: eroina/Anfetamine/caffeina
Eroina Cinese: eroina e caffeina

Negli USA il contenuto di eroina nelle bustine da strada è compreso tra 0 ed il 20% in peso.

Assumere eroina per via endovenosa continua ad essere il metodo più diffuso di utilizzo dell’eroina, sebbene degli studi recenti abbiano dimostrato che c’è stato uno aumento della percentuale di consumatori che la inalano o la fumano.
Con questo cambiamento nel modo di utilizzare l’eroina si diffonde un diverso gruppo di consumatori. I vecchi consumatori (persone con più di 30 anni) continuano ad essere uno dei gruppi che maggiormente utilizzano eroina. Ad ogni modo anche i giovani consumatori sono attirati dal basso prezzo e dalla purezza dell’ eroina che può essere inalata o fumata anziché iniettata. 
EFFETTI PSICHICI
• Intensa sensazione di benessere. Scomparsa del dolore (sia fisico che psichico) e dell’ansia
• Difficoltà a parlare
• Deficit mnesico-attentivi
• Segni parasimpatici:riduzione del diametro delle pupille (miosi), bradicardia, nausea, vomito.

DISTURBI
Aumentando il dosaggio dell’eroina aumenta la depressione del sistema nervoso centrale:
• Depressione respiratoria
• Ipotensione
• Ipotermia
• Iporeflessia
• Coma

TOLLERANZA
Con l’uso di eroina la tolleranza si instaura con grande rapidità e con altrettanta rapidità cessa alla sospensione dell’assunzione.
Per questo motivo il rischio di overdose è elevatissimo alla ripresa dell’uso di Eroina dopo una fase di astinenza.

DIPENDENZA
Solitamente, chi abusa di eroina può arrivare ad iniettarsi la droga più volte al giorno. Le iniezioni endovenose producono un effetto più intenso e lo stato di euforia subentra molto rapidamente (dai 7 agli 8 secondi), mentre le iniezioni intramuscolari producono un sopraggiungere più lento dello stato di euforia (dai 5 agli 8 minuti). Quando l’eroina viene sniffata o fumata, l’apice del suo effetto viene raggiunto solitamente dopo 10 - 15 minuti. Benché fumare o sniffare l’eroina non produca effetti così velocemente come l’iniezione endovenosa, le varie forme di somministrazione dell’eroina provocano assuefazione.

SINDROME D’ASTINENZA
SISTEMA NERVOSO CENTRALE
• Ansia
• Irrequietezza
• Sonnolenza
• Aggressività
• Insonnia
• Nausea e vomito

SISTEMA MUSCOLARE
• Dolori muscolari
• Rigidità
• Tremori
• Ipotonia

SISTEMA SIMPATICO
• Febbre
• Iperglicemia
• Pallore
• Piloerezione
• Midriasi (aumento del diametro delle pupille)

SISTEMA PARASIMPATICO
• Sudorazione
• Rinorrea (escrezione abbondante di muco dal naso)
• Lacrimazione
• Salivazione
• Iperacidità
• Diarrea
• Crampi addominali

Non sono descritti casi letali di astinenza da eroina ad eccezione dei casi di astinenza nei neonati da madre eroinomane.
Nel giro di 4 - 7 giorni si assiste ad una progressiva e spontanea scomparsa dei sintomi e segni. Per qualche mese si ha insonnia, ansia, depressione e "craving" (desiderio intenso di assumere eroina).

RISCHIO DI CONTRARRE:
• Virus dell’HIV
• Virus dell’epatite B
• Virus dell’epatite

CONSIDERAZIONI
Sebbene l’eroina pura stia diventando più diffusa, l’eroina di strada è per lo più "tagliata" con altre droghe o con sostanze come zucchero, amido, latte in polvere o chinino. L’eroina venduta nelle strade può anche essere tagliata con stricnina o altri veleni. Chi fa uso di eroina, non conoscendo la reale potenza della droga o il suo reale contenuto, può correre il rischio di overdose e morte. L’eroina causa anche dei problemi per quello che riguarda la trasmissione dell’AIDS (Acquired Immune Deficiency Sindrome) ed altre malattie che possono derivare dallo scambio di siringhe ed altri utensili usati per iniettarsi l’eroina.

FENCICLIDINA o PCP

COSTITUENTI
Il PCP è un anestetico generale noto come fenciclidina oppure 1,1-phenyl-cyclohexilpiperdine

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Può essere fumata (mescolata a marijuana), inalata o assunta per via endovenosa.

EFFETTI
E’ veramente complesso cercare di spiegare gli effetti di questa sostanza utilizzata a scopo "ricreazionale": non è una sostanza rilassante come l’eroina o la morfina anche se ha capacità anestetiche, e non è un eccitante come la cocaina e l’anfetamina sebbene possa far sentire a chi lo assume eccitazione ed invincibilità.
Quando è sniffato o fumato, il PCP viene trasportato rapidamente fino al cervello per interrompere il funzionamento delle aree che costituiscono il complesso dei recettori del NMDA (N-metilico-D-aspartato), che sono recettori del neurotrasmettitore glutammato.
Questi recettori giocano un ruolo importante nella percezione del dolore, nella cognizione – compresi apprendimento e memoria – e nelle

emozioni. Nel cervello, il PCP altera anche l’azione della dopamina, un neurotrasmettitore responsabile dell’euforia e del "flash" associato a molte droghe da abuso.
Gli effetti del PCP sono imprevedibili. Di solito compaiono dopo pochi minuti dall’ingestione e durano per diverse ore. Alcuni utenti dicono di aver sentito gli effetti della droga per dei giorni. A volte l’assunzione della droga può produrre sensazioni di distacco dalla realtà, compresa distorsione dello spazio, del tempo e dell’immagine corporea; un’altra può produrre allucinazioni, panico e paura. Chi usa PCP può diventare disorientato, violento o suicida.  

DISTURBI
Puo’ determinare quadri simil schizoferenici, comportamenti violenti improvvisi, rigidità muscolare, crisi epilettiche, ipertensione arteriosa, tachicardia.
Piccole dosi di PCP (5 mg o meno) producono come effetti fisici respiri poco profondi e rapidi, aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca ed elevate temperature corporee. Dosi di 10 mg o più causano pericolosi

cambiamenti nella pressione sanguigna, nella frequenza cardiaca e nella respirazione, spesso accompagnati da nausea, visioni confuse, vertigini ed una minore percezione del dolore. La contrazione muscolare può causare movimenti non coordinati e posizioni innaturali. Nei casi gravi le contrazioni muscolari possono provocare fratture ossee o danni al rene. Dosi molto elevate di PCP possono originare convulsioni, coma, ipertermia e morte.

DIPENDENZA
Un uso ripetuto del PCP può portare alla dipendenza, e recenti ricerche suggeriscono che un uso ripetuto o prolungato del PCP può causare sindrome d’astinenza quando si smette di far uso della droga. Sintomi come perdita della memoria e depressione possono persistere anche per un anno dopo che il consumatore ha smesso di usare il PCP.

GHB

COSTITUENTI
Il GHB (gamma-idrossi butirrato sodico) è una molecola presente naturalmente nell’organismo dei mammiferi, distribuita soprattutto nel cervello, ma anche in diversi altri tessuti e organi (reni, cuore, muscolatura e tessuto adiposo).
Le sue funzioni fisiologiche sono complesse e ancora oggi poco chiare.

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Viene assunto in occasione di rave party e nelle discoteche come sostituto dell’alcool, ecstasy e anfetamine, oltre che come anestetico per rendere incoscienti le vittime di stupri o di furti che al risveglio non si ricordano di avere subito l’aggressione.
Difficilmente l’assuntore conosce la quantità di principio attivo che sta consumando dal momento 
che il GHB può essere sintetizzato senza particolari difficoltà utilizzando ricette disponibili in internet che richiedono ingredienti facilmente
 reperibili anche per gli adolescenti.
Si ottiene così una polvere bianca, insapore, inodore da assumere per bocca, oppure viene disciolto in quantità variabili d’acqua e distribuito in fialette.

EFFETTI
La sua assunzione provoca variazioni dei livelli di neurotrasmettitori (dopamina, serotonina e acetilcolina), molecole responsabili del trasporto degli impulsi nervosi che sono alla base del funzionamento del cervello.
L’assunzione di GHB produce uno stato di rilassamento e tranquillità, moderata euforia, e tendenza alla loquacità; effetti molto simili a quelli dell’alcool, ma con il vantaggio dell’assenza del classico malessere "post-sbornia".
Le sensazioni piacevoli compaiono dopo mezz’ora dall’assunzione della droga, scompaiono dopo circa tre ore e possono essere prolungate ripetendo l‘assunzione.
DISTURBI
Stati confusionali, stordimento, incoerenza nella verbalizzazione e sedazione totale (nel caso di una dose troppo alta). Fra gli effetti collaterali conosciuti si segnalano inoltre forti attacchi di nausea, vomito, confusione e difficoltà muscolari. Nei casi più gravi sono state osservate convulsioni, collasso, coma e morte.
La tossicità del GHB aumenta poi se viene assunto in associazione con altre sostanze neurodeprimenti, come per esempio l’alcool, l’eroina.

TOLLERANZA E DIPENDENZA
La capacità del GHB di indurre tolleranza e dipendenza fisica appare debole
Si può tuttavia presentare una sindrome d’astinenza caratterizzata da insonnia, ansia tremori e crampi muscolari.

ICE-SPEED (Crank, Crystal, Ice, Speed shabu)

COSTITUENTI
Speed e Ice hanno lo stesso principio attivo la metanfetamina. La struttura chimica è simile all’anfetamina ma ha un’attività più pronunciata a livello del sistema nervoso centrale.

MODALITÀ DI ASSUNZIONE
Lo speed si può ingerire, sotto forma di gel o di polvere solo se avvolta in una cartina in quanto può causare danni alle mucose o ai denti, si può sniffare tramite delle cannucce.
L’Ice si può fumare utilizzando delle pipe di vetro. 
I tempi e i modi "della salita" variano di molto a seconda del tipo di assunzione: se ingerito, gli effetti compaiono dopo mezz’ora; se sniffato bisogna aspettare non più di qualche minuto; se fumato, come nel caso dell’Ice, agisce immediatamente. 

EFFETTI
Come l’anfetamina, queste sostanze appartenenti alla metanfetamina determinano un aumento delle attività fisiche e psicologiche, un senso generale di benessere. Gli effetti della metanfetamina possono variare da sei ad otto ore.
Nel caso dell’ICE gli effetti possono durare più di dodici ore.
Lo speed e l’Ice stimolano l’attività fisica, comportamentale e la vigilanza; all’inizio è comune avvertire una certa euforia ed una sensazione di benessere, in quanto la sostanza, liberando la dopamina nel cervello, provoca un innalzamento dell’amor proprio e fa sentire invincibili. 
L’azione farmacologia dell’Ice e dello Speed è lunga con un aumento della durata degli effetti psicologici. 

DISTURBI
Aumentano il ritmo del battito cardiaco, la frequenza respiratoria, la pressione arteriosa e la temperatura del corpo, hanno inoltre l’effetto di far scomparire la fame.
Dopo una fase iniziale di benessere si osserva generalmente: stanchezza, apatia, depressione, nervosismo, insonnia e crisi psicotiche.
Dosi massicce possono provocare patologie acute ed eventualmente il decesso per problemi al sistema cardio-circolatorio, emorragie al cervello o ipertermie fulminati (innalzamento eccessivo della temperatura corporea).
La metanfetamina è inoltre tossica a livello cerebrale.
TOLLERANZA
Sussiste il rischio di tolleranza verso la metanfetamina. Tende ad instaurarsi velocemente. Ciò significa che gli effetti di benessere scompaiono velocemente prima ancora che le concentrazioni nel sangue della sostanza siano diminuite significativamente.
Esiste quindi il rischio d’overdose e d’abuso della sostanza.

DIPENDENZA
Speed ed Ice sono sostanze che causano facilmente assuefazione.
L’abuso di metanfetamina sta diventando un serio problema soprattutto negli Stati Uniti.
Sebbene non ci siano sintomi astinenziali, vi sono numerosi sintomi che compaiono quando un utilizzatore cronico interrompe l’assunzione della sostanza: depressione, ansia, aggressività, stanchezza, paranoia e un intenso desiderio di assumere la sostanza.

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Ultimo aggiornamento: 18-07-08