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Napoli |
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L'università entra in classe al Garibaldi |
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Al liceo napoletano giornata di orientamento con
esponenti degli atenei |
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Passione e tenacia per spendere bene i propri
talenti, indirizzando gli sforzi nella giusta
direzione, con l'individuazione del corso di laurea
più vicino alle proprie inclinazioni: sono gli
ingredienti per non sbagliare l'iscrizione
all'università. Se ne è discusso al liceo ginnasio
Garibaldi di Napoli, nell'iniziativa dal titolo:
"Dalla scuola all'Università, una scelta
consapevole", organizzata da Mariarosaria Cafiero e
Stefania Colicelli, referenti del liceo per
l'orientamento. Alla giornata hanno partecipato
numerosi docenti universitari. |
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Redazione Denaro |
Gli studenti "garibaldini" del quinto anno, alle prese con
la scelta del corso di laurea, hanno avuto un'intera
giornata a disposizione per orientarsi in una decisione che,
inevitabilmente, condizionerà la loro vita. I docenti del
Garibaldi hanno organizzato un parterre eccellente, con
professori e studenti universitari, professionisti,
magistrati che hanno chiarito ai ragazzi le difficoltà che
incontreranno nella carriera universitaria prima e nel mondo
del lavoro poi.
In rappresentanza degli atenei napoletani sono intervenuti i
proff. della Federico II
Patrizia
Ciminiello
(Farmacia),
Angelo
Puglisi
(Giurisprudenza),
Giuseppe
Del Giudice
(Ingegneria),
Giovanni
Chiefari
(Scienze Matematiche, Fisiche e Nucleari); per l'Orientale
Nadia
Colella;
in rappresentanza della Parthenope
Antonio
Feola;
il maestro
Giovanna
Peduto
del Conservatorio San Pietro a Maiella.
La situazione economica attuale, gli abbandoni nei primi due
anni di frequenza degli studi universitari, mettono più che
mai la scuola dinanzi alla necessità di intraprendere un
percorso di informazione e di riflessione sul futuro. Di qui
i due dibattiti sul rapporto tra scuola e Università e
Università e mondo del lavoro.
Gli studenti universitari hanno fornito il loro contributo,
invitando i loro ex compagni a riflettere bene su una scelta
che spesso è sottovalutata, ma che, come dice Caggiano, non
può spaventare chi si è confrontato con l'ardua traduzione
di un testo greco. Il magistrato
Caterina
Molfino
parla del difficile cammino, sorretto da una grande
passione, per arrivare a scrivere ogni giorno la fatidica
formula "In nome del popolo italiano".
"La passione, da sola, non basta: pensate ad un giovane
atleta che dedica tutti i suoi sforzi per diventare
calciatore professionista. Se a passione ed impegno non
corrisponde il necessario talento, purtroppo non ce la
farà", sostiene
Fabio
Ambrosino
docente di Fisica Subnucleare alla Federico II.
L'avvocato
Antonio
Sassi,
con amarcord da ex garibaldino, ha utilizzato una metafora
per spiegare la sua professione: "L'avvocato è
contemporaneamente il cocchiere e la scorta di una diligenza
in un viaggio complicato. La diligenza è il diritto del
cliente che deve trovare soddisfazione concreta, il viaggio
è il processo, durante il quale può succedere di tutto".
Altro garibaldino doc lo psichiatra
Paolo
Giunnelli:
"Non sempre chi soffre di disturbi psichici guarisce
completamente. Io e miei colleghi proviamo però a dargli una
migliore qualità della vita".
Ha sfatato una leggenda metropolitana il consigliere
dell'Ordine dei dottori commercialisti
Michele
Saggese:
"Non aiutiamo i nostri clienti ad evadere le tasse. Studiamo
ogni giorno per far pagare il giusto e rispettare i tanti
adempimenti previsti dalla legge".
del 26-11-2009 num. 222 - pag. 22 |